àquila
[ AP ] vicino e lontano
parlato spontaneo
àquila a.
locuzione
l'aquila spaventata
improbabile mezzo di trasporto, ipotizzato per recarsi luoghi lontani e difficilmente raggiungibili
SC
T’ha’ fatto casamìcciola! Questo sì, l’avra’ sentito dire. Perché Casamìcciola l’è un posto credo che è stato terremotato. Penso sia in relazione a quello. Però un viene detto: T’ha’ fatto Messina! Perché forse l’è un nome... L’è un nome l’è rimasto nell’immaginario. Così come quando tu dici d’un posto lontano: O sant’Iddìo! E’ ci sarà dieci chilometri, un è mica Canicattì! Perché Canicattì, invece che: Domodossola? Che per noi, più o meno... siamo nel mezzo. Mamma mia, ora se tu continui a essere... a rompere le scatole in ufficio eccetera, alla fine – se sono spostabili – ti manderanno a Canicattì. Un dicano a Firenzuola o a Panicaglia, che ci vuole l’aquila spaventata. Questo l’ha’ sentito dire? Tu sta’ ’n un posto che ’ ci vòle: la macchina, la corriera, un pezzetto a piedi e poi l’aquila spaventata per portarti a casa tua. L’ho sempre sentita dire. Sta talmente lontano che... Sant’Iddìo! / E vabbè, ma ci sarà un mezzo pe andare? / Un c’arrivi nemmen colla macchina. T’arrivi a un certo punto e poi ci vò l’aquila spaventata. Rende l’idea. // Che poi sarebbe i’ cavallo di San Francesco: E come si va lassù? No, lassù: Come si va là? L’autobùss’un c’è, l’è tardi... Co i’ cavallo di San Francesco. Invece, per associazione, dici: Madonna – dice – ma ’ndo tu stai? – ’N cima a un monte, mi so... trasferito in campagna, in cima a un colle... Dice: E come tu lo raggiungi? / I’ treno, la macchina, e poi l’aquila spaventata.