ascoltare (ascólta)
[ AG ] rafforzativi, attenuativi
da definire
ascoltare (ascólta) a.
esclamazione
(a)scolta me
per richiamare l'attenzione su quanto si sta per dire e sottolinearne l'importanza
SF
Allora, ascórta me. Prima c’era de’ friggitori ch’e’ vendéano… Ti faccio esempio: polenda fritta, colla sarsiccia sempre… // Noi come colino, si cosa… Ascórta me: l’è un oggetto metallico con tanti buchi, va bene? Allora, i’ colino nostro, quello che mi riferisco io, serve a colare i’ brodo, capito? // Questi son detti… Ascorta me: noi si addopravan pe un antro signifi(c)ato, ciccare. Ciccare vòl dire che quando ero ragazzo io, andav’a raccattà le cicche pe rifassi le sigarette. // (R.: il raviolo è un formaggio?) Ascórta me. Ne’ vecchi… i vecchi vecchi, cando l’ero ragazzo io, l’erano raveggiòli, si chiamavano, no ravioli. Raveggioli. // (R.: si dice uggiolina allo stomaco?) Uguale. Però, ascórta me, l’uggiolina l’è come la langui…: C’ho un’uggiolina allo stomaco… // Allora, ascolta me. In piazza si giocava o colle palline di co… o co’ soldini. E’ si giocava a’ ritti, si chiamava noi. Allora. C’era tre detti… // Prima c’era… Allora, ascolta me. C’era de’ fiaschi grossi, co un collo lungo lungo lungo. L’eran quelli, i’ fiascone.