avére
[ GR ] forme che interessano per l’aspetto fono-morfologico
da definire

avére y.
verbo transitivo

abbino
abbiano

SC SF RI

I’ rigonfiamento... Le pèsche [i.e. le occhiaie] l’è lo scuro. Che poi non è detto sia scuro, ma l’è quando tu sei... No che t’abbino picchiato, eh! Lo scavato... // No, può darsi che abbino detto perché la fanno in sordina, ma ’n furfantina, in silenzio, capito? Come quello... E pò darsi l’abbino detto: Tu sòni alla furfantina, di nascosto. // C’è un vinaio ancora in via de’ Neri, in cui c’è scritto: vino a mescita. Mi sembra, eh, ammeno un l’abbin levato. Pò darsi l’abbin fatt’a primavera, che si siin smossi, perché quando comincia a métte i’ germoglio si possono sviluppare, però io non l’ho mai sentito dire… // Sì, pruni… pò darsi anche i’ pelo che ’ c’ha sopra, che dà prurito. Mi sembra l’abbin le foglie di coso, le foglie che l’abbin i’ pelo. La marruca. // Pò darsi che l’abbino detto. / Ha’ voglia. Se dicevano: l’elettrocardiodràmma… // L’è capace ’n campagna lo dichino, sai? Abbin detto, anche nelle campagne anche chi (= qui) d’intorno. Comunque questa famiglia – sai – può darsi anche che l’abbino mandata loro a servizio... // Sìèh! Io un mi ci ritròo mica, avanti che gl’abbin sistemato le faccende! Avanti che gl’abbin fatto la galleria de, de, dell’alta velocità e’ c’è che ire!