avére
[ GR ] forme che interessano per l’aspetto fono-morfologico
parlato spontaneo
avére a.f.
locuzione
non averci da + infinito
non dovere
SF
Certo, quando uno fa una cosa da sé: M’hanno detto di fà così così e così, un ho daho retta a nessuno, io ho fatto di mio, se sbaglio sbaglio, se ho fatto bene, pazienza. (R.: si dice anche: di tuo?) Fa’ di tuo. Sì si dice… / Ma un mi torna… / Di mio sì. / Di mio sì, ma fa’ di testa tua, semmai. Ma di tuo no. / Di tuo meno. (R.: e: di suo?) Sì, se si parla d’un’antra persona… / Ha fatto di testa sua… Di suo no. / Sì, si pò dire anche di suo, quarche vòrta. L’è venuto di suo. // La mi’ cugina la sta ’n campagna. Sgomberò. Dice: Tu vedessi che bella casinaaa! Che c’hoo! – Dice – Tu vedessi! Senti: c’è una bella cucina grande Po’ c’è una bella camera grande. Un bagno grande, guarda! Stempiaho! / Come sarebbe a dire, stempiato? / Grandissimo! Sì, ma lei non c’ha mica da guardare, sa? C’ha certe usciiite! Queste la le dice tutte di suo, sa. Io son zicura che le..., le gli vengan a lei, e che gl’attri un gli dican mica. Sìe.