chiavare
[ CM ] sesso e sessualità
altre fonti volg.

chiavare
verbo transitivo

avere un rapporto sessuale, detto più spesso di soggetto maschile

SC

(R.: che vuol dire chiavare?) E me lo domandi? No, perché... Scusa! E’ lo sai benissimo! Però non mi pare che sia... Che sia propio... Perché.... Cioè, per me è particolarmente volgare. Però, no no, in Toscana si diceva. Ora è subentrato lo scopare, che però è più romanesco. Scopare è entraho nell’uso comune. Però è... cioè si diceva in Toscana di più, eh! Non era fine, assolutamente. Assolutamente. Perché, se andavi con una donna dicevi: andare a fare all’amore. Cioè, chiavare era propio lo scarico del lavandino. Oppure quando volevi essere offensivo, nel senso: Ho fatto una bella... Sì... Può anche raccontare il marito a i’ barre i’ giorno dopo: Stanotte, Madonna, ho fatto una chiava... Ma tu sai, c’era sempre la differenza tra moglie e l’eventuale amichetta... Perché noi si pensa all’amante inteso l’amante nell’appartamento, la mantenuta, la cosa... L’amante era chella (= quella) che tu trova(v)i ni’ campo e tu portavi ni’ pagliaio, voglio dire. E quella è una chiavata, non era un fare all’amore, capito? Però pensa, io dico volgare, ma ora che ’ ci penso, e l’è la chiave nella tòppa. Propio così, eh.

Z volg.

PF volg.

Gradit volg.