ci
[ GR ] forme che interessano per l’aspetto fono-morfologico
parlato spontaneo
ci
pronome
ci se lo/la
costrutto pronominale con valore impersonale, corrispondente all'ital. ce lo / la si
A que’ tempi io mi ricordo ci s’avea a casa anche noi: i’ veggio, tradizionale veggio, ci se lo passava perché un veggio per uno un c’era. lo mettean sotto la tavola, normalmente quande tu se’ a mangiare, quande ci siamo tutti, perché: sennò si scalda quelli di cucina, non si scalda quelli di là, e allora c’era questo caldano, o sennò i’ veggio ci se lo passava... [...] perché un è che ci s’avea [un veggio per uno], in casa mia sennò ci volea sette veggi! E non era possibile mettere sette veggi: sette veggi ci vò’ sette carboni, sette... e quindi ci se lo passava, si stava così: ci se lo mettea fra le cosce... // elegantino... a quell’epoca noi – ’nsomma – ci s’avea un veštito xxx, s’era tutti misirizzi! Tutto veštito, s’andaa via, ci se lo facea vedere... // Questo è lo scaldino E questo tu lo tenevi in mano e noi ragazzi si teneva hosì e ci si metteva nelle gambe sotto quando ci se lo passava perché ce n’era uno: a casa mia s’era sei sette, sicché uno scaldino o due era già anche troppo, quindi bisognava passasselo... // Questo contadino... sicché ci dette dietro! E a me mi prese! O un mi prese! E’ mi prese me, diobono, oh: ma io un c’aveo nulla! E sicché un mi fece niente. E’ prese Bucapere. Uno che di soprannome si chiamaa Bucapere, e questo gl’avea una senaha, perché l’uva ci se la metteva dentro la maglina – no? ha’ capito? – perché un ci s’aveva mica né tasca a que’ tempi, una tasca…