coltrare, (cóltra)
[ LA ] agricoltura e allevamento
GB
coltrare, (cóltra)
verbo transitivo
arare, rigirare la terra in profondità con il coltro
SC
SF
mettere a erba / fieno / grano e
Nel senso: te metti i’ campo a lupinèlla, poi lo levi un po’ per le bestie e un po’ lo cóltri, coll’aratro, all’epoca... Co i’ cóltro, perché l’aratro si chiama coltro. Perché coll’aratro si coltra, e allora l’è i’ coltro, questo penso tu lo sappia. I’ cóltro l’è quello che sórca i’ campo, e l’àratro l’è quello che fa… praticamente fanno la stessa cosa. Uno fa più in superficie, uno fa più profondo. Perché quando si dice: incoltrare i’ campo, si tratta di rigirare la terra, a una certa profondità, poi ‘nvece se lo devan coltrare lo dean coltrare pe seminare, pe fare, ’n so, de’ canali, pe méttici dentro le piante… Si po’ fare con tutt’e due gl’attrezzi. (R.: coltrare è andare più a fondo?) Più a fondo. Coltrare. // Che poi i’ grano… du volte i’ grano ni’ solito podere un si potrebbe . Tant’è vero venìa messo granturco o girasoli. Du’ vòrte i’ grano ni’ solito podere non lo puoi fare. Perché non ti viene. Allora a qui’ punto bruciavano questi campi, venìa dato foco agli stecchi che rimaneva delle piante. Poi lo ricoltravano e praticamente si rimacinava ogni cosa da sé. // (R.: si dice il lavorato per indicare il terreno lavorato?) Coltrato. I’ terreno coltrato. Lavorato s’intende coltrato.
Z tosc.
PF tosc.
DFD
Gradit tosc.