cónto
[ GR ] forme che interessano per l’aspetto fono-morfologico
parlato spontaneo

cónto d.
locuzione

per / a conto mio / tuo / suo
secondo me, te, lui, lei

SC SF RI
fumata,

Fa le cose di corsa... Può darsi che qualcuno lo dica, però per me fare una fumata l’è... avè da fà una cosa e farla in pochissimo tempo. Per conto mio. Una fumata... Una fumata sull’aia l’era... tre capoccia colla pipa... Era più questo, una fumata sull’aia, capito? Per conto mio. Ora si sta ciabanando./ Si sta… facendo de’ chiacchiericci. / Se siamo a Venezia si pò dire: si sta ciaccolando, poi … / Ciabare l’è fare chiacchiericci. (R.: Ciabare?) Propio, ciabare. Chiacchiericci, ossia io racconto di quello … / in coro, i presenti : Noo! / Per conto mio, no… / Però non lo so, io… / Pe conto mio ciabanare l’è come ciaccolare che ha detto lei, cioè chiacchierare, ma no i’ chiacchiericcio di’ gòssippe come si usa ora. Sempre in senso dispregiativo, i’ farsi maneggiare è una perdita di dignità da chi la subisce - no? - per cui... io pe conto mio, s’avvicina a quande uno dice: è stato plagiato, roba di’ genere. [...] Se la cosa è pulita no! in una cosa alla luce di sole la parola maneggiato non ci sta.

Z per quel che riguarda me, lui