dai
[ AG ] invettive auguri e allocuzioni
parlato spontaneo

dai
locuzione

dai dai
esortazione che esprime insistenza, disappunto o invita a sbrigarsi

SC SF

Me l’ha fatta, figlio d’un cane. Poi c’è i’ dietro, della parolaccia: Dài dài, a forza di... me l’ha fatta, eh! // L’è un modo per dire: Sì sì, vabbè, dài dài! Icché ci va ci vòle. Poi dopo, magari, te t’eri disposto a spender dieci, tu spendi dieci e mezzo. // Tribbiare, fare le cose... tante, faticose, velocemente nel senso che voglio finire, voglio finire: Dài! Vediamo se si trìbbia un po’... Eh, un t’un ha’ fatto nulla. Dài, dài una tribbiatina a questo.... campo, a questo coso, tribbiare come lavorare sodo, velocemente. // I’ penultimo regge i’ secondultimo, e naturalmente... Dài dài, alla fine, quando vogliono... Dice: Va bene, allora, lascio! Budubùm, tutti in terra! In genere chi tira va in terra. Una notizia, una parola… / Un oggetto: Gliel’ho cavato di sotto. Dài dài, gliel’ho cavato di sotto. Dài dài, l’ho preso. Una cosa che uno ci teneva, va bene? Lei ci tiene a una cosa, un soprammobile. La su’ figliola, dài dài… / La me n’ha presa tanta, della roba!