dattrónde
[ GR ] forme che interessano per l’aspetto fono-morfologico
altre fonti dattronde
dattrónde
congiunzione
d'altronde
SC SF
’Petta, ce n’è diverse, però ora un mi vengono… Come culi… / Questa un l’ho ma’ sentita dire… Te tu caschi sempre lì. / Ma ce n’è tante. No, eh, d’altronde, oh. Esser di fòri come ‘ culi, presempio, è riferito spesso a chi è ubriaco, propio nel senso che vaneggia. // Questo viso un m’è novo! Questo viso un m’è novo, si dice, guardando... D’altronde... E’ sono, come si dice?, defezioni di’ mestiere. Dattronde. Sì sì. Pe dì: d’altronde. / Io fo questa cosa, dattronde io la fo, e… e via. / Si starà a vedere. / Dattronde l’è una parola… un te la sapre’ dire come significato propio, però la si usa. Dattronde… / Io la fo questa cosa. Dattronde, se poi la va male, va male. Se va bene, va bene. Eh. Dattronde io la fo. / Poi, dattronde io sento d’avé ragione, sicché quant’e’ mi pare. Dattronde… Un’affermazione ancora più… / Invece di dì sì, si dice: bah, dattronde io la vedo così, questa cosa. Anche io la vedo così. Te tu la vedi ’n questa maniera, e io la vedo così. Dattronde bisogna compatire anche me.