di
[ GR ] forme che interessano per l’aspetto fono-morfologico
parlato spontaneo
di b.
locuzione
di + nome di mese
costruz. frequente in luogo di a + nome di mese
SC
SF
RI
è nato di
parere un / fare il galletto
Ecco, ’nfatti, stavo aspettando… Io son nato di marzo. La mi’ moglie ogni tanto mi dice: Te tu se’ nato ma di marzo! / E ’nfatti! – dico io – lo so che son nato di marzo. // Quando tu vedi nascere tante ginestre, belle... giallo, di giugno, belle belle... // Vicin’a casa mia c’è i frati cappuccini, c’hanno un giardino e fanno la festa della rificolona l’otto de... i’ sette sera. Di settembre, no? I’ galletto marzòlo? I’ galletto marzòlo l’era un gallettino vispo, tutto… Di marzo… / Perché di marzo i gallettini l’eran giovani. // Poi ee... mi sposai, la volle che andessi co i’ bambino lì. Ecco, e dopo questo bambino li morì in braccio a lei quasi. E di luglio, di maggio morì i’ bambino e di luglio mi disse: E’ tu vien con me! Tu vien a fa da mangiare con me. // L’era una festa quande partivan da qui, eh, di giugno, andavano a tagliare iii... grano. // ’Nzomma, io e mi fini... e finii gl’anni di settembre, i’ mi marito siccome lo sapea che mi piacea tanto le cose, l’andaa anche lu(i) a comprammele. C’aveva i’ fornino, la mi’ mamma, i’ fornino di quelli... a avello ora: sarebbe un monumento! Un cosino così, largo a questa maniera, mettea i’ foco sotto, e ci faceva i’, i’... di gennaio c’era sempre questo: una volta l’anno! // Gl’è tornaho dalla guerra, lui gl’era negl’alpini, ’nsomma... Allora dice la mi’ mamma: Sentite icché vu fate. Se vu vi volete sposare – sì – ci si mette d’accordo, guardiamo un pochino come si può fare. Ci si sposò i’ tre di novembre, i’ giorno dopo i morti! Ritornò di maggio, no: tornò di marzo e di novembre ci si sposò.
Z [sotto di con valore temporale, es. di dicembre fa freddo]