di
[ GR ] forme che interessano per l’aspetto fono-morfologico
parlato spontaneo
di c.
locuzione
dare di + agg.
dare del/dello + agg., attribuire a qualcuno la qualità negativa espressa dall'aggettivo, anche scherzosamente
No no ma a Firenze, a Firenze C., se io do di bischero a uno, l’è perché gli voglio bene, ma se io dico a una persona: Lei è un gran bischero! è un offesa. Per esempio a Firenze, se vuo’ veramente bene a’ ragazzi gli da’ di minchione! Eppure, voglio dire, in un’altra in un’altra regione l’è più dispregiativo! // A un ghèi (=gay) gli si può dare di bucaiolo. A un ghèi gli si dà di bucaiolo. // Perché sai chi gl’era i’ bischero… i Bischeri? Era una famiglia fiorentina che era stata gabbata, sicché… gl’è un bischero. Ecco. E così si dà di bischero a un’altra persona. // E quando uno gli si voleva dare di bugiardo, basta(v)a dirgli: Te tu se’ più bugiardo di’ Birici. // Se vien dato di cimbardosa a una persona, e’ piglia ’ cocci a Firenze. // No, quello l’è… tu gli dai di buacciolo, come dire: Vèn via minchione! Si dice bagascia, se l’è troppo grassa: gli si dà di bagascia. Ma no come t’ha’ detto ora [grascia] si dice: Madonna, grassa come una bagascia! // Noi si dice: dare di gobbo al gobbo! Vol dire dire la verità! // Si può dare di bellino anche a chi è bello: dipende dalle circostanze e da i’ rapporto io l’adopro in maniera come un... non tanto com’un complimento ma... // Guarda cosino cerca di... Se da gio(v)anotto uno t’a(v)essero dato di cosino, quello già rizza gl’orecchi: questo mi prende ’n giro oppure questo gl’ha, un si va d’accordo. // La mi’ nonna dicea: Gli piace più che della messa cantaha! Gli avea belle dato di troia!