escire
[ GR ] forme che interessano per l’aspetto fono-morfologico
GB

escire
verbo intransitivo

uscire

SC SF
bótte

Ma in Toscana si dice dimolto anche escire… Impelagato in una faccenda che un sa come fa a uscìnne fòri. Impelagato, sì. Vòl dire che entra in un labirinto di difficoltà che non sa come escìrne. // I’ giradito, ma no la coronella… (R.: Che cos’è un giradito?) / Un’infiammazione… una maricitu… / Marcisce. Se tu ti buchi… / Un marcito qui intorno all’unghia, capito? / Invece di risargire la ferita, ti marcisce tutto qui giro (?) all’unghia. / Io l’ho avuto. Dammi l’abboccatura, vol dire dammi il pane meno cotto, perché gl’è l’ùrtimo a entrare, nel forno, e il primo a escire. (Badia a Ripoli)

Z arc.

PF

DFD non_com. dial. o fam.

Gradit tosc.