fare
[ GR ] forme che interessano per l’aspetto fono-morfologico
parlato spontaneo

fare 1y.
verbo transitivo

facci, fàccino
congiuntivo presente, 3 persona singolare e plurale

RI

Uno va a fa, prima le ve..., questo è un vecchio detto di quande la gente... Immaginiamoci che una persona l’andava da i’ merciaio, e andava a comprare diversi oggetti, questa qui nella contrattazione dice: Via mi facci un pochin di più, un po’ di meno... poi vanno a tirare e’ conti, e’ dice: Qui la m’ha arzato la camicia e m’ha abbassato le mutande! // Un c’ho più fiato, e dietro i’ no fiato c’è, c’è ogni cosa – capito? – c’è la vagabondaggine, l’inettitudine, tutt’icché ti par a te! L’importante l’è che un ti faccino fa nulla! C’è addirittura delle trattorie toscane anche se tu vai in due ti portano un fiasco – da un litro e mezzo, no da due due e mezzo –, e tu gli dici te: Madonna, tutto questo vino? / Un si preoccupi, l’è a calo. Poi quande te lo levano, ti gratteranno sempre, ma ’nsomma non è che ti facci pagare un litro e mezzo. (Badia a Ripoli)

Z arc.

Gradit pop.