fare
[ DQ ] caratteristiche del comportamento
GB
fare 1p.
locuzione
fare tutto mio
di chi si appropria di ciò che non gli spetta
SC
SF
RI
fare come la
fare la
Quello che fa tutto mio è quello che pigl’ogni cosa. /A.: Fa come la civetta. /M.: Dice dice: fa tutto mio. (Racc.: che c’entra la civetta?) /A.: Tutto mio, la dice. La fa: tutto mio - tutto mio - tutto mio… La fa così. /M.: C’ha un canto che sembra che dica: tutto mio. /A.: Se una la dice: tutto mio, e allora si dice: Tu se’ come la civetta: tutto mio. Tu fa’ come la civetta: tutto mio. Quando uno e’ piglia tutto lui: Questo l’è mio, questo l’è mio… / Allora fa come la civetta, eh? /M.: Quando dimostra di fare delle parti, e ‘nvece se la fa… la meglio per sé: Te tu fa’ tutto tuo, però! Tutto mio, tutto tuo… Fa la civetta! È tutto suo, sì... Fo tutto mio, sì... C’è chi dice: Fo un polverone, c’è chi fa melata, a Firen, a Rifredi - sì - a Rifredi: quando s’era ragazzi si facea melaa! M.: Sìì. Fa tutto mio significa…si divide, pe modo di dire, un pezzo di formaggio, se ne fa cinque pezzi. Allora si fa: Uno a te, uno a te e uno a me. Uno a me… capito? (L’inf. ride) Vale a dire: alla fine dei conti io n’ho più uno di voi, perché… le parti le fo io, allora…/M2.: Oppure, gl’arriva un vassoio di biscotti, e c’è uno piglia un piattino, tà, ne piglia metà. E quello dice: Oh! Un fà tutto mio, eh! /M.: Che fa’, tutto mio?/M2.: Non fà tutto mio, vale a dire: non prènde tutto te, eh! /M2.: Lascia quarcosa anc’a noi, eh!