fèsta
[ AG ] liti e percosse
parlato spontaneo

fèsta e.
locuzione

fare la festa a uno
picchiare qualcuno a scopo punitivo; anche spazzolarsi un cibo a discapito di qualcuno

SF

Ni si fa la festa a questo chi, che è uno, presempio, fa la spia, o compagnia bella, capito? La festa, non è una festa, si fa una festa fra tutti; ‘nvece gli si fa la festa a questo chi pecchè l’è così e così. Capito? Come ora parlo quande uno, un so…ora fanno peggio, ‘ntendiamoci bene! ‘Nvece prima gl’andaan lì, gli tiraan du’ o tre labbrate, e ‘nsomma, così si metteva ai’ posto. Io no! Capito. Uno era praticamente un malandrino, un prepotente, l’andava, mettiamo, tre o quattro, e gli facean la festa. (Racc. si può dire per ‘consumare, mangiare’) Gli fa la festa: la mangia. Anche fra noi, mettiamo: “mangia, pecché se vien’ i’ tale, o la tale, ‘nsomma, io, e’ ti fa la festa, se vede questa cosa qui. Te la mangia lui”.

Z giustiziarlo pubblicamente, ucciderlo

PF ammazzarlo

DFD ammazzarlo

Gradit com., colloq. uccidere; scherz., mangiare con avidità senza avanzare nulla