gaZZòmetro
[ AP ] la città
altre fonti
gaZZòmetro
sost. maschile
il gazzometro
per indicare il gazometro, struttura rotonda, ottocentesca, per la produzione e distrubizione del gas per uso domestico e l'illuminazione pubblica, che si trova in via dell'Anconella, nel quartiere di San Frediano
SF
I’ gaZZòmetro l’è questo! Ha visto qui, quando s’entra, quell’affare grande, tondo che ’ c’è? Che qui, c’era i’ gazzometro di’ gasse, prima prima, no? Qui, questo l’era tutto i’ coso di’ gasse. C’erano gli uffici, c’erano… ci sarà stato anche i’ reparto… No, forse i’ reparto officina gl’era ’ndove c’è quella tettoia, ha visto quella tettoia? Che ’ c’è in fondo, là? Ni’ cortile? Ecco, lì l’era tutto un capannone chiuso, prima, eh? Poi l’è stato demolito, l’è stato… E l’è rimasto solo la tettoia. E’ c’era propio l’officina di’ gasse. Qui, cioè di qui, di là, ha visto quell’affare tondo? Quello non si può toccare, eh! Appena, di fronte a i’ cancello, ha visto qui’ coso tondo? Quello l’è i’ gazzometro, e non si può toccare. Belle arti! Pe carità d’Iddìo, guai a toccarlo! Eh, quello gl’è intoccabile. Quello l’è i’ gazzometro. (R.: è ancora funzionante?) No! Oggi i’ gasse da città un esiste nemmen più. Quello l’er’i’ gasse da città. Prima prima un c’era mic(a) i’ metano. Questo gazzometro – che ce n’era, mi pare ce ne sia anch’un altro, a i’ Pignone, mi pare, eh! Un (l)o so se ’ c’è ancora oppure l’hanno levato – che distribuivano i’ gasse in città. Vale a dire i’ gasse da città, quello che si fa da mangiare, oggi, che gl’è i’ metano, a quell’epoca ’nvece veniva distribuito da i’ gazzometro. I’ gazzometro veniva alimentato da i’ carbone. L’er’i’ carbone che alimentava questo gazzometro che sprigionava i’ gass, dentro, partiva di dentro a questo gazzometro, c’erano tutt’una specie di tubi a serpentina, che piano piano si trasformava in gass, che lo distribuiva a tutta la città. Prima dell’evento dell’energia elettrica. C’era nella città, c’erano i famosi lumi. (R.: quando?) Anche ai primi del Novecento mi pare ci fosse ancora ’ lampioni a gasse. Mi pare me lo dicesse i’ mi’ babbo, anche. I’ mi’ poero babbo, mi diceva… Perché poi, fra l’altro, se lei guarda nella vecchia Firenze, ha presente alcune stradine della vecchia Firenze, ’n so, da Piazza Signoria, via Vacchereccia, que’ vicolini stretti, che ’ ci sono que’ lampioni a muro. Ha presenti que’ lampioni a muro, co i’ cappello. Quelli l’eran tutti lampioni a gass. Poi sono rimasti i lampioni, però sono stati trasformati coll’energia elettrica, coll’elettricità. E hanno fatto passare i fili a i’ didentro, hanno messo la lampadina, e poi gl’è venuto la… Però prima, e passava la sera, all’imbrunire, cominciava a passare gli òmini addetti a accendere chesti lampioni. Che facevano? C’avevano i’ rubinetto, gl’aprivano i’ gasse, c’avevano una canna lunga, una specie di canna lunga, co in cima lo stoppino acceso, scc!, e davano fòco a i’ gasse, e quella l’era la luce delle strade. Era una luce bassissima, perché, mi capisce, era una fiammolina, vero? Però quella l’era. E io credo che questo sia ancora esistito nei primi del Novecento. Ora un mi ricordo, ma mi pare.
Z gassometro, gasometro o gazometro
PF gasometro e gazometro; gassometro meno_com.
DFD gassometro; meno_com. gasometro e gazometro
Gradit gasometro e var. gazometro