ghiacciaiòlo, diacciaiòlo
[ LA ] mestieri
parlato spontaneo

ghiacciaiòlo, diacciaiòlo
sost. maschile

venditore stagionale di ghiaccio

SC RI



Friggevano i roventini e la polenta. Da i’ mio amico O., in via de’ Serragli. / I’ ghiacciaiòlo. Perché d’estate vendeva i’ ghiaccio e d’inverno faceva i roventini. E allora lo chiamavano i’ ghiacciaiolo. Aveva una piccola botteghina. D’estate i’ ghiaccio. I frigoriferi non c’erano. // Ora un un ci sò più friggitori... I còccoli... Ce n’era uno qui ’ndo c’è i’ ristorante. I’ famoso Moreno. Un altro molto buono l’era... dunque... i’ ghiacciaiòlo di via de’ Serragli. Faceva i còccoli buoni e i roventini. Perché i’ ghiaccio..., per esempio la mi’ mamma: un ventino di ghiaccio... passava quello, i’ ghiacciaiolo, come si chiamava? Ecco, un ventino... tutt’al più! Massimo l’era un ventino! O sennò un diecino si portava in casa. / C’aveva le stagne portava i pezzi di ghiaccio. È passato i’ ghiacciaiolo? Sì. E si metteva le bottiglie ’n fresco... la roba… // Sì, perché anche quello che vendeva le stanghe di ghiaccio, unn'è che lo chiamàssin ghiacciaiòlo, lo chiamà(v)an diacciaiòlo - almeno a Firenze, eh-, l'èran tutti diacciaioli... venìvan co il carretto colle stanghe di ghiaccio.

Gradit reg. tosc. 'chi vende ghiaccio'