grazia
[ MB ] il buono e il cattivo in cucina
GB 'di sapore, odore aggradevole, ma non forte'
grazia 2
sost. femminile
sapore particolarmente gradevole, di un cibo o di una bevanda
SC
SF
RI
giulèbbe
scemare
essere / sembrare pisciato dagli angioli / angeli
Sennò i’ pane co i’ cavolo, cavolo cavolo, dice, le poppe le scémano. I’ cavolo non fa sostanza. Capito? Allora ’nvece l’aglio gli dà una grazia, gli dà un sapore... I’ pane agliato, fregato l’aglio sopra. Uno poi se lo rimangia tutt’i’ giorno, però è una cosa squisita. La scorZina di’ limone [nel caffè]: quando lo chiedevo a i’ mare, a i’ bar, mi diceva sempre: Che li fa male la testa? / No guardi, pe ’ mal di testa va messo le gocce, du’ o tre gocce di limone – dicano... / Pe me si sciup, pe me si sciup’i’ caffè! / Ma se uno c’ha i’ mal di testa, dice... io ’nvece diceo: La scorZina, mi raccomando un metter’i’ bianco! / Ecco! / E li dà, li dà una grazia! I’ vino che ha molta grazia sì, si dice. Che gl’è un vino già stagionato, pastoso, addirittura noi si dice: Madonna, gl’è un vino, gl’è un giulebbe! Pisciato dagl’angioli! Tutta roba... che ha grazia. Si sente in bocca: graziato. Questo s’è sentito, e lo dicano ancora. Noi si dice, pe i’ vino: gl’è aggraziato, ragazzi!
Z 'gradevolezza di profumi, di odori, di sapori e sim.'
DFD 'delicata finezza d'odore o di sapore'
Gradit fondamentale 'di un cibo, di una bevanda, finezza, squisitezza'