in
[ GR ] forme che interessano per l’aspetto fono-morfologico
GB è usato in GB e in altre fonti

in a.
locuzione

in Firenze, in Porta Rossa
a Firenze

SC SF RI

Allora, a quell’epoca lì c’era questo signore che era commesso ’n una tabaccheria, si chiamava Gino Meier, ed era un vecchio filodrammatico conosciuto in Firenze, e conosceva i miei genitori un so per quale motivo. È morto, i’ coco Lezzoni? / Sì… sì… (R.: il cuoco Lezzoni?) In Firenze. C’era una trattoria co i’ còco Lezzone. // Senta, – dice – io sono un parente – non penzava ai clienti, perché un cliente non fa mai così, in Firenze! Poi all’epoca dell’Ottocento che butta la saponata di fòri.// Un’antra volta, con chitarr’e mandolini in Porta Rossa suonavano le serenate e erano vicino all’albergo Porta Rossa, in Porta Rossa, e dai’ terzo piano ni’ fu tirato una catinellata di acqua saponata. Allor’i’ mi’ babbo – ecco, vede, un uomo, uno, scappava. Sa’, lì, quell’epoca dell’Ottocento, la paura delle persone un po’ altolocate, d’un direttore, d’una pensione in Porta Rossa che era una delle prime pensioni di Firenze, l’alberto Porta Rossa, c’è ancora, credo. E lui andò dentro – intelligente, vero, i’ mi’ babbo - dice: Senta, - dice - io sono un parente – non penzava ai clienti, perché un cliente non fa mai così, in Firenze! Poi all’epoca dell’Ottocento che butta la saponata di fòri. Lui pensò a un cameriere di’ coso- e allora e’ gni disse: Senta, – dice – io sono un parente del cameriere del terzo piano, m’ha detto al terzo piano – perché ’ c’era rimasto la grondata, al muro, da dove veniva l’acqua, ni’ buttàlla la riverzò, e si vedeva da dove… Però granisce i denti: in Firenze si dice così.