incontrario
[ GR ] forme che interessano per l’aspetto fono-morfologico
GB

incontrario a.
avverbio

all'incontrario
al contrario

SC SF RI

(R.: si dice all'incontrario?) Certo. Vuol dire: al contrario. Però si dice: all’incontrario. Un lo so se si dice dappertutto. Non credo. Perché in italiano l’è: al contrario. Ma un ti capiscano. Cioè, ora forse sì, c’è tanta gente non è fiorentina. Dice: Che vò bene? Piglio i’ quattordici, c’ho da andare a Careggi. Dice: No, bisogna la lo pigli da quell’altra parte. All’incontrario. E l’è così. (R.: oppure?) Tu fa’ tutte le cose all’incontrario, sembra tu lo faccia pe fammi dispetto, tu mi fa’ ogni cosa all’incontrario. (R.: io ho sentito dire anche all’incontro) Qualche volta sì. I’ mi’ marito ogni tanto lo dice, per esempio. // Mi torna ’n mente i fatto d’un operaio su a Badìa, che l’era stato dato l’incarico di piantare de’ cavoli, de’ cavoli neri… e questo cominciò a fà tutt’i solchi, le file e cominciò a piantalli. Li piantava colle foglie ’n giù e le barbe ’n aria… all’incontrario! // (R.: si dice all'incontro?) Sì, all’invè... all’incontrario. // All’incontrario. Perché contro verso, vuol dire anche. O rovescio o controverso. Perché ad esempio, se c’è il vestito che c’ha... da una parte fa un colore. Se io taglio questo qui, e taglio questo qui e l’attacco all’incontrario, poi si vede due colori. In genere... Cioè, se è a fiori ,viene uno col fiore in su e uno col fiore in giù. Capito? Sicché è all’incontrario. All’incontrario è questo qua. Giubbone? Gl’è uno che rivolta le parole lì per lì. Giubbone gl’è uno chegli dice una cosa, e dopo du’ minuti ne dic(e) un’antra. All’incontrario: Tu se’ ‘na giubba (?), un giubbone! Entrare innanzi significa precederlo quando invece vorrebbe che le cose fossero all’incontrario... innanzi... (R.: qualcuno che parla prima di tutti ma senza averne diritto in un’assemblea?) ...e ti dice quello che tu volevi dì te!

Z fam.

PF fam.

DFD pop. fam.

Gradit fam.