izze
[ GR ] costruzioni sintattiche
altre fonti
izze
sost. maschile
la lettera 'x'
Noi icze… Un l’ho saputo dire nemmen io pe tanto tempo. Izze, come t’ha’ detto te. Ora un lo dico più, ma ho avuto difficoltà con questo izze. Icse, ecco, io dicevo icse. E ‘nvece un si dice ìcchesse. I più vecchi, izze. Io già… Sbagliavo già anch’io, rispetto… I più vecchi dicevano izze, sì. Perché non lo sapevano dire. La mi’ mamma poi, poerina, per i suoi occhi malati, l’aveva sempre la congiuntivite, che era una malattia infettiva, la congiuntivite. E lei, la mia mamma, era figliola d’un cenciaiòlo, sicché era chiaro che, se comprava i cenci vecchi, cenci rotti, l’erano un continuo coso… E lei, poerina, l’andava a cercare ‘ cencini pe le bambole, l’era sempre con quest’infezione agl’occhi. E allora lei la scuola l’ha fatta fin alla terza, poi un la volevan più perché l’avea sempre quest’infezione agl’occhi. Finita appena lei la s’è sposata e non ha avuto più contatto co… Sicché poerina, la s’è tenuta questo… Perché poeri, eh! Questo sono propio i poveri di San Frediano, eh! Propio i poveri. I cenciaioli, i cosi… i…