lamo
[ GR ] forme che interessano per l’aspetto fono-morfologico
altre fonti

lamo
sost. maschile

amo

SF RI

(R.: con cosa si prendono i pesci?) Coll’esca. (R.: o con l’amo?) No, i’ lamo un c’entra nulla. Perché se a i’ lamo un tu ci metti l’esca, i’ pesce ti va più che in tasca. Capito? L’esca l’è diversa, c’è i’ bigattino o baco di ségo, l’ombrìco, la pasta. (R.: che è la pasta?) L’è una farina oppure… che prima si faceva anche colla pa… la farina di bacòcci, che questi bacòcci che t’ha’ detto prima venivan cotti, seccati e macinati, e’ venìa fòri una farina marrone. Allora tu la mescolavi o colla… O colla midolla bagnata, e veniva fòri la pasta, tu la facevi in modo che poi dopo tu la mettevi a i’ lamo, la pasta la metti a i’ lamo e la butti. Capito? // Allora io staccavo questa borraccina, facevo una specie di fiocchettino a i’ lamo, e con quella lanciavo. Pesci sicuri, eh! Un c’era problemi. // Poi si faceva le palline, e si mettevan a i’ lamo. I’ pesce… ghiotto di questa roba! Fallo abboccare a i’ lamo! T’ha’ abboccato, si dice! Ha’ (v)isto? T’ha’ abboccato! // Fungeva da lamo! Senza aver i’ lamo, i’ coso, i’ granocchio pigliava la chiocciola e non la riescìa più a sputalla, perché l’era più grande, capito?