ménte
[ GR ] forme che interessano per l’aspetto fono-morfologico
parlato spontaneo GB venire in mente
ménte a.
locuzione
venire a mente
venire in mente, di cosa che si era dimenticata o che balena in testa in modo improvviso
SF RI
L’è una pietra… lavica. ’Petta, come la si chiama? Sì, ma l’ho addopraha io pe . / L’è una pietra la c’ha un nome, ma un… / Ora se mi vien a mente te lo dico. // Ora lì per lì si parlava d’una cosa m’è venuta a mente un’antra. Questo l’è i’ mio grosso difetto, no?: quando parlo d’una cosa, automaticamente mi viene a mente, mi balenan nell’idee cose che magari se ne parlava prima. // Come si dice ora? Madonna! Son cose talmente facili che ora un mi vengono a mente. // Ideoso l’è uno che ogni poco gli vien un’idea. / Gli vien a mente qualcosa da fare… // Invece ’ c’è… Poi m’è venuto a mente, perché a me le mi vengan a mente via via. C’è: un ne ’nfilo una. // Versi, versini, versacci. / Lo sai chi mi viene a mente? La X. / Accidenti, ne fa uno di versi! Qui mi vien a mente, mi vien a mente quarcheduno che, che lo dice senza sapere icché dice!