mestare (mésta)
[ AG ] relazioni sociali
GB fam., 'si dice di chi si affanna senza costrutto; adoperarsi e faticare in cosa senza discernimento e come chi fa per fare'; mestare nel governo, nel comune 'averci mano senza vera autorità; sicchè implica biasimo'
mestare (mésta)
verbo us. assol.
fare cose sotto banco, subdolamente
RI
Mestare vòl dire rimescolare, fare, avere un qualche cosa , te tu mescoli tutt’una serie magari d’ingredienti pe tirà fòri un si sa bene che cosa, e un arrìa mai ‘n fondo cioè: durà fatica ‘nutilmente. Però i’ mestare sta anche a: operare ‘n maniera subdola. L’userei ne’ confronti di altri: uno che mésta, cioè a dire ‘n acque tòrbe... [...] mestare sta a signi, a mescolare - no? - a rigirare, a mescolare, io, questo, i’ vocabolo è questo, la parola. E quindi uno che fa queste cose che qui, a meno che un sia un còco che rigira un minestrone allora fa tutto, ma uno che fa ne, nella vita questo qui, evidentemente ha delli scopi non molto chiari. [R.: anche di chi è un inconcludente?] Ma secondo me i’ mestare... io lo ‘ntenderei ‘n maniera più cattiva... // Mestare è negativo per me. Mi dà l’impressione d’un qualcosa che si nasconda, che si, o che si voglia, attraverso questo mestare, confondere ‘ corrotti, no?
PF 'agire con zelo eccessivo in più cose in maniera inconcludente'
Gradit com. 'fig. fam. 'darsi da fare intrigando per ottenere qualcosa'; basso_uso 'affannarsi in modo eccessivo e inconcludente nel fare più cose'