miSèria
[ SO ] povertà e ricchezza
GB 'spendere poco'; 'farla con soverchio risparmio, da spilorcio'
miSèria d.
locuzione
fare a miseria
cercare di risparmiare, si usa spesso in frasi negative negli inviti a non eccedere in parsimonia (rispetto a fare a miccino sembra avere una connotazione negativa)
SC
SF
RI
fare a
Fare a miccino. Ma anche: fare a miSèria. Però miccino è più nostro. (R.: quando si dice?) Oggi si dice male, perché c’è tutto di tutto. Però te considera… Elimina le merendine prefabbricate eccetera. ’N so… Pane e formaggio: Oh! Fa’ a miccino, guarda, perché un ce n’ho più. Che non è necessariamente a miseria. I’ fai a miseria l’è… Vo a comprare la stoffa a metri. Ci si conosce, la bottegaia d’una vòrta, eccetera…: Oh! Pigliami bene le misure, un fare a miseria! A miseria, se te freghi du’ centimetri peee… tu ti ritrovi mezzo metro. Ma è detto in senso… Cioè, sennò tu staresti lì co i’ fucile puntato, i’ fare a miseria. E soprattutto quando tu versi i’ vino, pensaci. Quello che gli piace, l’operaio, i’ coso: Oh! Oh, sòra Cesira, non faccia a miseria! I’ vin santo… (R.: che differenza c’è tra miseria e miccino?) A miccino… E su che cosa lo dici… A miseria l’è un po’ come se foss’un miccino italianizzato. (R.: negli esempi che mi hai dato si può usare anche miccino?) Ci sono delle sfumature… È un pochino diverso. Perché… Pe dire: se una sposa la un faccia a miseria di’ vin santo… Caso mai… se una sposa la un faccia a miccino, la mi dia una fetta di pane. Vorrei dire: solido e liquido, ma l’è ridicolo. Però è nel contesto… Sono quasi sinonimi, però è a seconda di cosa dici. Oggi, come tu fai a dire a un figliolo: fai a miccino, che i’ pane un lo mangia nemmeno. Oppure: Guarda, ti dò questa sarsiccia, l’è bona, però fa’ a miccino, fattela durare, perché sennò la ti fa male a i’ pancino. A miccino, nemmeno risparmiare… Usala con parsimonia, in senso giusto, ma con parsimonia, senza esagerare. A miseria, sì, lè uguale… si pò anche dire… Ti vai a comprare una cosa: Mmmm, come l’è misero, questo cosino. Capito? Quindi l’è più italianizzato. È come se fosse la fase superiore… Mi spiego relativamente bene… Io so’ staha a provammi tutti i giacconi, stamani. Io ora poi voglio stà comoda, ho superato l’età, la città… Ma, ’nsomma, a parte: Eh no, signorina, via, no, mi dispiace, ma è troppo misero. Cioè, ci sto, ma non è comodo. Non posso dire che è troppo miccino, capito? Fare a miseria significa che se uno c’ha cento lire… cento lire da spendere, che cosa fa ? E’ cerca di spenderne settanta, ottanta, novanta [a ogni numero batte il pugno sul tavolo], magari novantanove, ma una lira la vò risparmiare. E questo significa fare a miseria. / Oppure, quande ero ragazzo anch’io, e la mamma ci dava la merenda o la colazione, metteva solo una fettina di roba… / Di mortadella… / Oh, ma che fa’ a miseria?Dice: Fa’ a miseria… (R.: si dice anche fare a miccino?) Eh, sì, come no. (R.: cosa si usa di più?) Fare a miccino. / Si dice di più fare a miccino. / L’è una cosa la ti… la ti esce di più. / Si dà i’ companatico, si dà qualcosa a un bambino, anche oggi da noi, a’ mi’ nipoti. Oh, fa’ a miccino, eh! Vale a dire: cerca di contenerti. / Fare a miseria l’è un po’ più antico. E’ anche detto ancora fare a miseria, ma più fare a miccino. Miccino l’è propio, significa propio di dare poco. Quasi nulla, diciamo. La mi’ nonna dicéa: Fa’ a miccino! Fare a miseria cioè: ridurre e’ consumi. // Miccino... miSeria... cioè, fai, non far a miseria significa quindi: adoprane quante tu vòi. Fai a miseria. Fai a miccino, normalmente, e’ ci dicéano pe i’ companatico, non per i’ pane, capito? Perché: Fa’ a miccino, mangia più pane! (R.: si dice ancora fare a miSeria?) Sai, ora ce n’è poca della miseria!
Z miseria arc. 'spilorceria'
Gradit obsoleto 'avarizia, spilorceria'