óra
[ TM ] partizioni temporali
GB 'in questo momento, in questo stato di cose, nella condizione presente'

óra a.
locuzione

ora come ora
attualmente, in contrapposizione a tempi passati

SC SF RI

A me non mi piace. Eppure c’è chi ne va ma... Cioè, chi ne va matto. È una delicatezza, ora come ora ce l’ha solo i’ P., un si trova facilmente fòri. A i’ mercato centrale, quelli che sono i negozi, banchi particolari. E’ si barattano vòl dire si scambiano, S.. Però, ora come ora... Cahito? S’usava prima. Ora si usa: si scambiano. Perché sièmo più eruditi, ora. // Noi si usava pe questo fatto… a parte non s’usa più, eh! Ora come ora non s’usa più. A’ que’ tempi lì... veniva più in poggio... (R.: lei cosa usa di più?) Ora, ora come ora adopro i’ colle, poggio... // Però, ora come ora, l’è un pezzo… però: Icché tu vòi insegnare… presempio: o a un’aquila a volare o a un pesce... // Guarda io, ’n quella , un ci piscere’ sopra! Ora come ora, ’nvece: non ci mettere’ la mano sopra. Più moderni, siamo… // (R.: si dice di più guardie o agenti?) Ora come ora con ogni probabilità si dice di più agenti mentre prima: Oh! C’è le guardie, si dicea... // Questo l’è un altro detto, di gola... ma ora come ora (gola d’acquaio) un si dice più.

Z 'date le circostanze, considerata la situazione'

PF 'allo stato attuale delle cose, in questo momento'

DFD 'in questo momento o in questa situazione particolare, così come stanno le cose'