orécchio
[ DQ ] caratteristiche del comportamento
GB
orécchio a.
locuzione
avere il cotone negli orecchi
di persona che non sente o non vuol sentire
SC
avere il prosciutto davanti agli
avere gli occhi / gli orecchi foderati di prosciutto /
avere il céce negli
Sì, e i’ prosciutto sugl’occhi. Sì. Uno che non vòle intendere, oppure, anche uno che non capisce propio: Ba ba.. / Icché t’ha’ detto? / Bbbb... /Icché t’ha’ detto? Un ho capito! / O icché t’hai, i’ cotone negli orecchi? Poi chi non vòl vedere e sentire c’ha i’ cotone negli orecchi e i’ prosciutto negli occhi, ‘nsomma... Non obbligatoriamente insieme, eh! No, i’ prosciutto sugli occhi, sbagliato. È: gli occhi foderahi di prosciutto. Ora mi viene in mente sempre cose tipo comme... tipo l’”Acqua cheta”, no? Roba del genere: La tu’ figliola l’ha fatto questo... /Già, ma come, ma icché l’a(v)rà fatto?/ Già, icché tu vòi, te t’ha’ sempre gl’occhi foderati di prosciutto, un tu vedi ma(i) nulla. No i’ prosciutto sugl’occhi. Gli occhi foderati... Che poi pensa te: gli occhi foderahi di prosciutto. Bellina come immagine. (Racc.: però si dice anche: i prosciutto sugli occhi...) Sì, si dice, però io mi... mi orecchia meglio quell’altra lì. Cioè, i’ cotone negli orecchi sì. Perché, icché t’hai, i’ cotone negli orecchi? Un tu senti, un tu capisci, ma non capisci materialmente, eh, cioè propio da lì a là: Te l’ho detto tre volte, che t’hai, i’ cotone negli orecchi. E i’ céce negli orecchi, si dice. Un so perché. Questo un so se te l’ha ma(i) detto nessuno. Dice: Che t’hai? I ceci... Il céce negli orecchi. Uno che è duro d’orecchi. Almeno in quel momento perché non ha capito. I’ céce negl’orecchi.
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