piacére
[ DQ ] sensazioni e sentimenti
GB aver piacere 'lo stesso che sentir piacere': ho piacere che tutto vi vada bene
piacére
locuzione
ho piacere
mi fa piacere, sono contento, anche in usi antifrastici
SC
SF
RI
caro
Ho piacere, sì: Ho piacere tu ti sia fatta male! T’ho detto: ullo (=un lo) fare, ullo fare, te tu l’ha’ fatto e ho piacere tu ti sia fatta male. Sì, a volte si dice: C’ho caro che l’abbia capito icché vòl dire la sofferenza di chésta cosa. C’ho caro! / C’ho piacere. Ecco, noi si dice più c’ho piacere. (R.: per dire la stessa cosa?) Sì, c’ho caro, c’ho piacere. Pòer’òmo, gl’è tornato G.... Madonna! La festa... A un tratto un lo védan più, dice: M., e, e G. viene stasera? / No, gl’è andato a trovare de’ parenti. E allora la mi’ nonna la diceva: L’è andato a trovare ’ parenti... Se vòle e’ torna, e sennò gli sta ’ndov’è! La mi’ nonna l’era una donna saggia! Dopo quattro o cinque giorni: arièccolo! Accompagnato da una cognata. Dice: Sì, l’è venuta lei a salutare anche te. Va bene! Piacere! / Maria / Vieni! Eh... Sotto, sopra... Dice: Sai, io sò’ tornato perché ho deciso. / Ho piacere. Anche io ho deciso. Secondo come... No, ho deciso. Ora quande viene la tu’ mamma si parla.