pòggio
[ AP ] ambiente
GB

pòggio 1.
sost. maschile

altura un po' più bassa di una collina

SC SF RI
disturna

I’ pòggio l’è una cosa più piccina d’una collina. I’ pòggio.... : ’Ndo sta tizio? / Sta lassù, su i’ poggio. No, un è detto che sia più basso... Sta lassù su i’ poggio, cioè vol dire... propio... Sì, in cima... in cima a quel rialzo. Che sia piccino, che sia grande... Cioè, che sia alto trecento metri, sia alto seicento l’è: i’ poggio. ’Nfatti c’è: località i’ Poggiòlo... Castelpòggio... tutte queste cose così, no? // Infatti i’ cacciatore che fa la caccia alla lepre si ferma in un viottolo, sgancia il cane, lo va (sic) alla lepre, girano per i poggi: baì, baì, baì... Sì, sì, ma c’era la disturna, anche nelle campagne usava da un poggio all’altro, da un poggio all’altro, facevano le disturne. / Nelle campagne, sì, / …venivano fatte da un poggio a un altro e, volta pe volta, certe vòrte, ’n so, succede qualcosa, ecco. Quello iniziava e l’altro rispondeva, e quell’ altro rispondeva ancora, da poggio a poggio, così, a voce alta, si… si facevano questa disturna… (R.: poggio è diverso da colle?) Allora, in termine in termine contadino venìa adoprato più senz’altro il nome poggio. Anticamente chiaramente, cioè: Gli sta in poggio. Mentre la parola colle forse si adopra ora. Prima, tutto ciò che era ’n salita: Gl’è una poggiata, e’ diceano oppure... A’ que’ tempi lì veniva più (da dire) in poggio... (R.: lei cosa usa di più?) Ora, ora come ora adopro i’ colle, poggio...

Z

PF

DFD tosc. 'sinonimo, comune soprattutto nell'uso toscano, di còlle'

Gradit com.