pranZo
[ MB ] pasti
GB

pranZo
sost. maschile

pasto di mezzogiorno non ordinario, lauto, abbondante, preparato in occasione di una festività, per esempio la domenica, o quando si hanno invitati, o quello che si consuma al ristorante

SC SF RI
deSinare

(R.: il desinare è un pranzo di tutti i giorni o anche quello della domenica?) Pranzo: della domenica... Si dice: ti invito domenica a pranzo. Non si dice: ti invito a deSinare. Ma icché vòl dì: pranzato? Noi si dice: desinato, ecco. Pranzato vòl dire… per si va a pranzo, si va ’n un… a i’ ristorante: Sono andat’a pranzo, sono andata da una famiglia che c’ha dato un buon pranzo, ecco. Così. Ma, di giorno così, è deSinare. // Oggi c’è pranzo, sieh. Oggi c’è… Oggi si fa i’ pranzo. Oggi c’è i’ pranzo. Quando ci s’ha degl’invitati. Oggi c’ho pranzo, come dire: oggi la m’ha fatto un qualcosa di bono, eh! (R.: ma noi non si dice mica pranzo...) I’ pranzo... è che piano piano si modifica, ma prima: a pranzo, uhm? Quante l’è? L’è, l’è poco che s’adopra, prima si diceva: a deSinare. (R.: così se uno diceva oggi c’hai fatto pranzo...) Oggi tu c’ha’ fatto pranzo, è come dire: tu c’ha’ fatto un qualcosa ’n più! Voleva dire che gl’era sta(t)o fatto un qualcosa di, di diferente, ’n più a quella che è la norma.

Z 'lauto ed elegante banchetto cui partecipano numerosi convitati'

PF 'banchetto'

Gradit com. 'pasto lauto e ricco, spec. con molti convitati'