procaccia
[ LA ] mestieri
GB
procaccia
sost. maschile
corriere; intermediario in ambito lavorativo
SC
SF
non mandare a dire le cose per il
Uno che procaccia le cose... Prima c’erano i’ procàccia. I’ procaccia propio si chiamava. Una professione... Oltre che gli affari, le mogli, le cose, i mariti procacciava, o se no... C’erano tanti a San Casciano che portavano alla mia mamma a rammagliare le calze, a fasciare i bottoni, a fà tutte queste cose di... artigianate (sic?), che a San Casciano non c’era nessuno che cuciva, allora noi avevamo, da San Casciano, Lastra a Signa, da tanti posti, venivano i procàccia, ci portavano il lavoro la mattina, la sera lo riportavano fatto, se era possibile farlo in giornata. Ed eran procàccia. Sì sì, questo s’era... Ora un ci saranno più, perché... Negli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta, c’erano. Che si dà da fare. // A.: I’ porto lo sai cos’è? Allora. T’arriva i’ procaccia... Dice: Allora, questo l’èho ritirato alla posta e ho pagato cento lire. / Pe i’ porto icché gli devo dare? / I’ porto per noi è quello. I’ porto è... i’ compenso del trasporto. I’ servizio, sì. I’ trasporto. Perché te le dice sui’ muso. Vien a dìttele propio di persona. (Racc.: come si dice?) Eh, dice: Te le dice sui’ muso. Noi si dice ‘n Sa’ Frediano. Sui’ viso. (Il Racc. ripete l’espressione del GB, dato che l’inf. ha dato subito con sicurezza l’espressione, senza che il Racc. desse il significato) certo, ma i’ procaccia lo sa’ icché l’è? I’ procaccia son quelli che portan la roba a domicilio. Io ti di(c)o:’Ndo l’è i’ procaccia? / L’è ni’ tal posto. I’ mi’ babbo lavorava da un procaccia, ch’era Massi, presempio. Faceva tutti i paesi e portava la roba lì. ‘Nvece dice: Un ho bisogno di’ procaccia, e’ la porto da me, vengo da me, te le dico sui’ muso.
Z
PF
DFD
Gradit basso uso