quareSimale
[ MB ] pane e farina
parlato spontaneo
quareSimale
sost. maschile
biscotto fatto con un impasto di farina e cacao, a forma di lettera dell'alfabeto e con la superficie lucida, che si mangia a Firenze durante la quaresima
SF
Nei periodi della Pasqua venia fatto que’ dorci… i quaresimali. Son quelli fatti co i’ cacao. Anche a lettere li faceano. Un lo so se li fanno ancora, perché l’è tanto un li vedo più. (R.: sono secchi?) Pasticceria secca e lucida./ E’ un impasto fra farina, cioccolato… questa roba qui. E’ vien fatto svariate figurine, ecco. // I’ biscotto di stagione l’è i’ quaresimale, caìto? Se tu lo ‘ntendi propio pe biscotto. // E su le chiese, speciarmente qui, questa c’è lì a i’ Carmine, c’era quello vendeva pan di ramerini benedetti. Un vendeva che un anno (= una volta l’anno) i’ pandiramerino, e basta. Che i’ pandiramerino l’è un dorce come i biscotti, quelli marroni, quaresimali. Capito? Perché non lo fanno mai, i’ pandiramerino, sortanto in quel periodo lì.
Z 'pasta dolce con miele, pinoli e zibibbo, tradizionale a Roma durante la quaresima; biscotto duro con mandorle, talvolta in forma di numero o lettera dell'alfabeto'
PF 'dolce tradizionale del periodo di quaresima, con pinoli e uvetta'
DFD 'tipo di biscotti e di paste dolci impastati con solo olio, tradizionali, in varie regioni d'Italia, per la quaresima'
Gradit tosc. 'spec. al pl., biscotto duro di farina di castagne e mandorle, che si mangia a Firenze durante la quaresima'