riportare (ripòrta)
[ AG ] la parola e il silenzio
GB
riportare (ripòrta)
verbo transitivo
riferire, anche in riferimento a chiacchiere indiscrete, usato anche assolutamente
Sì, in un gruppo di amici uno, magari, che spìffera… un so… Poniamo, al presidente, si sa che c’è una lì le ripòrta tutte. // Ecco questo, ho fatto una figura, cioè a dire: ho fatto una cosa contro una persona, che... o che sia stato riportato un discorso, o che sia vera o non sia vera, tu m’ha’ fatto fà una figura! // Questo si dice quando uno riporta qualcosa che non ha pensato lui. Non saprei... Ti posso fare un’affermazione, o farti vedé qualcosa, però un è erba del suo orto, un l’ha fatta lui. Un ruffiano, che va a sentire e po’ riporta, sì. (R.: chi è un ruffiano?) È una persona che… ascórta, e poi riporta, ni’ bene e ni’ male: Stai attenta a parlare, perché quello l’è ruffiano! // Raccattabròccoli è uno che - uomo, donna – ascolta tutti i chiacchiericci degli altri… / E poi li riporta. / …e poi li riporta. A modo suo. // E’ ce n’è tante di donne da finestra, che stanno sotto le persiane, a bra(c)are, e compagnia bella, pe riportare. // L’è sempre, Dio bò, a..., ’nsomma, a guard..., a sentir icché si dice. (R.: si dice fiutare?) Fiutare, sì. Come dire: ascoltare e sentire pe riportare. Te non me ne fai passare un qualche cosa che non ti torna... e nello stesso tempo t’hai una memoria, te t’hai anche la memoria di ferro, tu sei una di chelle che poi pò’ riportare tranquillamente.
Z
PF
DFD anche "nel significato specifico di andare a ridire quello che si è ascoltato e che non sarebbe corretto e opportuuno riferire"
Gradit 'con riferimento a maldicenze, segreti o sim., raccontare, riferire'