spaccio
[ LA ] mestieri
altre fonti prendere uno spaccio del gergo dei vetturini di piazza 'Prende uno spaccio, dunque, il fiaccheraio che esegua un servizio a tassametro, ma più ancora a contrattazione libera, per la durata di un tempo non breve, vale a dire, che non sia una usuale corsa di poco tragitto'
spaccio a.
locuzione
fare uno spaccio
detto del cocchiere, eseguire un servizio (funerale o matrimonio) più lucroso del solito
(R.: si dice prendere uno spaccio?) No: prendere. Ho fatto. L’è quande uno fa una corsa che la li (= gli) vien pagata, diciamo, èstra. E allora dice: Eh, ho fatto uno spaccio. Dicevano. Dicevano. Lo diceva i’ mi’ poero babbo. Perché come gl’ho detto, i’ mi’ poero babbo l’era un cocchiere, e quando lui gl’andava a fare – perché lui non solo faceva i matrimoni, ma portava via anche ’ morti, co i’ famoso carro funebre tirato con i cavalli. L’ha ma’ visti quelli? Ce l’ha un’idea di come erano? Questi grandi carri tutti neri colle varie ornature in oro, tutto dorato, no? Poi, ai lati, c’erano i quattro ceri, sempre in legno, vero. Colla fiaccola sempre in legno, mai accesa, non viva ’nsomma, una fiaccola finta, ma questo pezzo di legno grande che rappresentava una specie di cero grosso ai quattro – uno due tre e quattro – ai quattro lati, dove sotto c’era la bara, ’nsomma, vero, i’ morto. Erano de’ carri imponenti, venivano tirati anche da quattro cavalli, a volte da due a volte da quattro, con i’ pennacchio nero ’n testa. ’Nsomma, l’erano funerali un po’… un po’ pomposi, diciamo, via. E i’ mi’ babbo faceva anche quello. E dicevo: Ha fatt’uno spaccio. Ha fatto uno spaccio perché gl’aveva… Quandegl’aveva fatto uno di questi servizi, vale a dire o un matrimonio, o i’ funerale, gli davano… Ora li dico un’altra frase che non se la c’è. La si chiamava bonamano. (R.: che cos’è?) Bonamano significava che lei m’ha dato dei soldi, a quell’epoca, quando le cinque lire o quando le dieci lire, a seconda, quando l’era dieci lire l’era… una buona mano veramente. Dieci lire l’eran tanti soldi, eh.