tutto
[ GR ] forme che interessano per l’aspetto fono-morfologico
parlato spontaneo

tutto b.
locuzione

e tutto
per troncare un'enumerazione

SC SF RI

Forse ai tempi della Pippolese. La Pippolese era il complesso di mandolini e di strumenti a plettro di Firenze, che girava per le strade. Si chiamava propio la Pippolese e era quella che faceva anche la sigla alla trasmissione: Grillo canterino. Quello con la Pasquini e tutto. // La tignòla, se non mangia che proprio ti fa il buco, tu vedi come strofinata, come sciupata la roba, però non è proprio forata però è andato via la lana, il laniccio e tutto. // Sì, perché ora gliele canto io. Ora lo metto a posto. Colla passione e tutto. Sì. Ora, a questa persona, lo metto a posto, gli canto la messa. Beh, fricassea l’è già un buon mangiare. L’ha ma’ mangiata, lei, la fricassea? È bona, sa. Allora le spiego icché cos’è la fricassea. La fricassea – che si può fare tante cose in fricassea – si po’ fare i’ pollo, i’ coniglio, carne di vitella… Normalmente si fa sempre carne bianca, però, in fricassea. Si fa cuocere… cioè arrosolare prima questa carne in un po’ di cipolla, pochissima cipolla e un po’ d’olio. Contemporaneamente si fa una salsa a base di uova e limone. E po’ si versa dentro, e si fa cuocere questa carne che poi si aggiunge, si può aggiungere con del brodo, se la rimane un po’ troppo densa, si aggiunge con del brodo e si continua a fa cocere questa carne dentro a questo composto di limone, uova e brodo, magari. E questa è la fricassea. Questa sarebbe la fricassea. Che è una cosa molto buona, raffinata, vero, e tutto. // Anche fori, veniva uno co i’ carrettino, diceva: Cenciaiolo! E noi si vendeva un so… / Chi c’ha stracci, cenci da vendere! Diceva: Chi c’ha stracci e cenci da vendere… / Io me ne ricordo. Passava in Borgo San Frediano… andà a véndili. / Con qui’ carretto. Si metteva da part’ugni cosa: la carta, gli stracci… e tutto. E s’andava a vendere. // Tu dici: La G. l’è venuta ’nviperita, e la m’ha fatt’una canata. E l’ha tirato fori tutto icché l’avea dentro, magari vociando, e tutto. // Sì, anche de’ funghi vecchio. Io lo dico, quand’e’ tro(v)o un fungo che l’è belle marcio o belle bacat’e tutto: Guarda che bello cappellaccio gl’avea questo fungo. L’esempio è detto male… invece – capito – gl’è come quello portò l’esempio alla moglie, i’ primo giorno che si sposò. Si, s’alzarono la mattina e lui s’alzò un po’ prima e gli portò alla moglie a letto i’ caffè con brioches e tutto… e lei la fa: Madonna, che maritino che ho trovato! Eh! Allora (lui) li fa, gli dice: Guarda, piglialo per esempio! Da domattina tu lo fa’ te questo lavoro! // I’ marcheSe che veniva una volta i’ mese… Allora: Tu se’ marchesa – eh – oggi? Oggi si dice: le su’ cose, le misurazioni (sic), vero? ’Nvece (prima si diceva): T’è venuho i’ marchese, eh? Ora chiaman le mesturazioni, le su’ cose e tutto…