veléno
[ AG ] liti e percosse
GB

veléno
locuzione

mangiare pane e veleno
di chi è invidioso; delle arrabbiature che si prendono in famiglia; di chi è costretto ad accettare situazioni che gli provocano rabbia

SC SF RI

L’invidioso. Mangia pane e veleno. Invidioso di tutto. Quindi, qualunque cosa succeda, ma non perché quello lì vince alla lotteria, chello potre’ mangià anch’io pane e veleno, specie se i’ numero fosse uno di differenza… Ma non è vero… Ma ‘nsomma, ecco… È propio caratteristico dell’invidia. (Il Racc. dà la def. dell’archivio) Il commento fatto da qualcuno da fuori, può essere… Però anche l’altro, di significati. Cioè, io lo trovo molto nell’invidia, però sì: Poera donna, cosa vòi… che gioie la c’abbia nella vita? Con qui’ marito, con quella socera, con quella cognata, … o con qui’ figliòlo. La mangia pane e veleno tutti i giorni! Questa è la situazione indipendente dalla volontà del soggetto… Mentre, mangià pane e veleno nei confronti di -, no: a causa di, ma: nei confronti di-, è il soggetto attivo, perché è invidioso (sic). Sì, questo l’ha un significato molto ovvio. / Questo l’è un discorso lungo. / Ni’ senso che i’ pane è naturalmente la parte buona, i’ veleno quella cattiva. / I’ veleno son l’arrabbiature. / Se uno c’ha certe situazioni familiari… / L’arrabbiature. / Arrabbiature, bravo! / Ma tu mi fa’ mangià pane e veleno! sono l’arrabbiature, che lui ha, che lui ha, perché dice: Ma come, vengo qui a mangiare, e tu mi fa’ mangiare pane e veleno? Perché? Perché s’è arrabbiato con la moglie, co’ figlioli… / Quande c’ha qualche dissapore… grave… D’una certa gravità. Che mangia pane e veleno. / Sono l’arrabbiature. In famiglia. / In famiglia. Normalmente in famiglia. Si può anche dire: pane e veleno, cioè a dire: quest’omo ti fa rabbia comunque, tu ci dèi convivere ma ti fa rabbia... sì, si può anche dire: mangi un po’ d, pane e veleno.