giardino
[ AP ] la città
parlato spontaneo (per GB giardino ma tra gli esempi Giardini pubblici e giardini per l'infanzia)
giardino
sost. maschile
anche al pl., area verde di uso pubblico, dove spesso giocano i bambini
SC
SF
RI
fare la melata
chéppa, cappa
primoarrivo
ciribè
guardiano
poggetto
macchiaiòlo
scapato
ciacciòne, -òna
andare / portare ai mimmi
E la melaha? Icché l’era una melaha, dimmelo? La melaha, a i’ giardin D’Azeglio, quande si giocava a chéppe, si sentìa bociare: Melaha, melaha! // Le racconto questo. Io ero più piccolo della mia sorella. La sera si andava, nell’estate al giardino d’Azeglio. Si gioca a i’ primoarrivo? Facean questi ragazzi. Era così, come i’ ciribè, uguale. Tutti giochi dell’epoca, senza nulla. Ciribè si giocava anche co un legno trovato al giardino... // Giocare a nocino mi sembra era qui’ gioco che buttare pe l’aria, raccoglierla... Si buttava tre noci sul tavolino, e una in mano. Si butta per l’aria quella in mano, si ripiglia una e si raccolta (sic) quell’altra. / Anche co’ sassi si faceva./ Sì, po’ veniva fatto co’ sassi a’ giardini. // Sì sì, i’ guardiano. Infatti dicono ancora i’ guardiano. Perché... ma anche i’ guardiano di’ giardino, i’ guardiano del convento, i’ guardiano de’ ladri, i’ guardiano... // Io sono nato in Borgo Pinti, case vecchie, propio vecchie vecchie vecchie, c’avevano i travicelli a legno, i miei genitori l’imbiancavano ogni tanto, però quando si usciva fòri nell’estate a far la giratina al giardino D’Azeglio, eravamo ragazzi, si rientrava a casa la sera, granata alla mano perché c’era da ammazzare sempre quattro, cinque, sei, sette piàttole. // L’ultimo saltava uno due e tre. E poi si metteva piegato. E poi uno due e tre. E si metteva piegato. E si andava su i’ giardin d’Azeglio a fare questi salti. // Fischio no. Un vale un fico, noi si dice: Madonna, un vale un fico! Se magari la va a i’ giardino d’Azeglio c’è quarcheduno ha detto anche un fischio. Noi si dice un fico: Quello un vale un tubo, un vale un fico. Pane… d’un giorno vòl dire pane fresco e vin d’un anno, perché m’insegnava a me un custode, c’era a lavorare con me in giardino, che non comprassi tanto olio, perché mi diceva, l’olio un è com’i’ vino che invecchiando migliora. // (R.: c’è un poggetto qui a S. Frediano?) Lì sopra, per esempio, qui’ giardino lì, sal’un po’ e fa un poggetto. Qui’ giardino che c’è lì. Ha’ visto? sale un po’, e’ fa un poggetto. // Tu se’ un macchiaiolo! Ce n’è tanti! Giù nel giardino . Può essere un complimento come può essere un rimprovero: Che macchiaiolo tu sei! O sennò: Qui’ ragazzo l’è un macchiaiolo! Un sta ma’ fermo. // Scapato è senza capo, sicché… / Sì, l’è uno che un gni studia. / Ma anche chi combina quarche cosa fatta male, che: Quello l’è uno scapato! Da’ retta, quello l’è uno scapato! / Que’ ragazzi giù, nel giardino… // L’è una ciacciona, bracona, che vò guardà tutto, vò sapé di tutto. Sì sì. / Eh, ha’ voglia, anche giù in giardino [è il giardino Nidiaci]. Quelle donne: Mmm… L’è una ciacciona di nulla, quella lì! // Ghiaino l’è quello che ’ vien buttato ’n terra tante volte la ghiaia chella piccina… quella fine. Quella che tu trovi ne’ giardini l’è ghiaino. A’ mimmi significa portare e’ bambini a far una passeggiata. Portalli a un giardino... Vieni, vien via si va a’ mimmi!
Z giardino pubblico 'con grandi alberipiante ornamentali, viali, fontane, statue, costruito in un centro abitato a cui i cittadini accedono liberamente'
PF giardino pubblico spesso al plurale 'ampia zona verde destinata al passeggio e allo svago degli abitanti della città'
DFD giardino pubblico e spesso al plurale ' zona più o meno ampia, all'interno o alla periferia di centri abitati, tenuta a parco o a giardino e aperta al pubblico'
Gradit giardino pubblico 'area verde di uso pubblico, con vialetti, panchine, giochi per i bambini, ecc., all'interno di un centro abitato'