affare, sintagma nominale un affare - seguito da modalità avverbiali quantificatrici e unito a gesto, serve a indicare le dimensioni ragguardevoli di qualcosa.
andante, aggettivo - di misura, approssimata per eccesso
ardito, aggettivo - abbondante, detto del peso di merce spec. alimentare
buttare, locuzione non c'è nulla da buttar via - di qualcosa che è appena sufficiente, che basta appena spec. riferito a cibo; anche di abito e sim. di misura esatta se non inferiore a quella necessaria
caldàia, locuzione una caldaia di - una gran quantità, riferito a cibo
dimólto, locuzione a fà dimolto - al più, nell'ipotesi migliore in fatto di quantità
duòmo, locuzione avercene quanto / da riempì / da fare i' pieno 'l Duomo / Santa Croce - avere qualcosa in abbondanza, tanto da poter riempire edifici grandi come il Duomo o Santa Croce
erbuccia, sost. femminile erbucce pl. - minuzie, cose di poco valore, aggiunte come riempitivo
fare, locuzione a fà dimolto - al più, ipotizzando per eccesso, in una stima di quantità
fare, locuzione tutto fa (come diceva quello che pisciava in Arno) - anche le piccole cose, le piccole somme sono utili a raggiungere lo scopo prefisso
ognibène, ugnibène, pronome - tutto quanto, di tutto, spesso in dipendenza da verbi come mangiare, rompere e sim.
pappié, sost. maschile - grande quantità di documenti cartacei incomprensibili; spesso nella locuzione fare un pappié (di cose)
pari, locuzione fare pari - non aver guadagnato nulla
pìspolo, sost. maschile - qualsiasi cosa piccola e rotondeggiante che sporge
pochino, aggettivo - scarso, di piccole dimensioni, di oggetti; mingherlino
purpurì, sost. maschile - miscuglio, confusione di cose; usato in rif. a un discorso sconclusionato o a una pietanza composta da più ingredienti mescolati assieme