Lista lemmi e sublemmi del settore selezionato

  • afformentare, verbo intransitivo - fermentare troppo, eccedere nella lievitazione, detto di impasto
  • allegare, allegarsi, locuzione allegare alla / la bocca / lingua, allegarsi la lingua - della sgradevole sensazione provocata dal grasso irrancidito o da un frutto acerbo
  • amarosale, aggettivo - tanto salato da essere immangiabile, di cibo
  • appallarsi, verbo intransitivo pronominale - detto del latte, della besciamella e sim., quando si raggrumano durante la preparazione; detto anche di minestra o pasta quando scuoce e incollandosi forma una palla
  • arrasparsi, locuzione arrasparsi la bocca / lingua a uno - della sgradevole sensazione provocata da un cibo aspro
  • arrivato, aggettivo - troppo cotto, quasi bruciato: detto di pietanza (spec. nella forma: essere un po’ arrivato)
  • astringènte, aggettivo - acre, aspro (spec. in combinazione con il sost. sapore: sapore astringente); detto anche di alimenti, spec. frutti, che hanno questo sapore
  • attaccaticcio, locuzione sapere di attaccaticcio - di pietanza lasciata troppo a lungo sul fuoco, che ha sapore di bruciato
  • barlaccio, aggettivo - di uovo non fresco, di legno non buono, di frutta non sana
  • barZòtto, aggettivo - di consistenza intermedia, che indica una cottura o una maturazione incompleta
  • bassino, locuzione bassino e cotto bene - detto soprattutto del castagnaccio, ma anche del pane, che si vuole ben cotto e di spessore ridotto
  • battezzare, verbo transitivo - allungato con l'acqua, detto del vino aperto che dopo qualche giorno perde il suo sapore originario
  • biascicaticcio, sost. maschile - cibo o altro materiale impregnato di saliva, spec. cibo masticato e poi sputato; anche filo per cucire avanzato alla fine di un lavoro e tenuto in bocca per un eventuale riuso
  • biascicotticcio, sost. maschile - cibo masticato e poi sputato
  • bócca, locuzione averci la bocca di una cosa - sentire in bocca il sapore di qualcosa
  • bozzolóso, aggettivo - di preparazioni e salse a base di farina, pieno di grumi; bitorzluto
  • brodaio, sost. maschile - pietanza non ben riuscita; minestra troppo brodosa
  • brodicchio, sost. maschile - di brodo o altra pietanza che risultino molto acquosi, insipidi, poco saporiti
  • caloróso, aggettivo - di bevanda che contiene alcol, di cibo molto salato o molto pepato
  • cane, locuzione andare ai porci / cani - di cibi avariati
  • cattivo, locuzione a. sapere di cattivo, b. prendere il cattivo - a. di cibi che emettono un odore sgradevole; b. di bevande inacidite
  • frazio, sost. maschile - sapore sgradevole della carne che comincia a deteriorarsi per cattiva conservazione o di cosa non ben lavata
  • ghiòtto, locuzione boccon da ghiotti - cibo goloso; cosa, luogo o persona, spec. donna, particolarmente apprezzabile e desiderabile
  • giulèbbe, sost. maschile - di pietanza (in genere di consistenza mielosa) o bevanda buona e dolcissima; in partic., vino dolce
  • góla, locuzione a. tornare / ritornare a gola, b. far ritornare a gola - a. continuare ad avvertire nella stessa giornata il sapore spiacevole di un cibo non ben digerito; b. fig.: far andare di traverso un pasto comunicando una brutta notizia
  • góla, locuzione tirare la gola - di un cibo invitante che stuzzica l'appetito
  • grazia, sost. femminile - sapore particolarmente gradevole, di un cibo o di una bevanda
  • graziato, aggraziato, aggettivo - del vino, che ha un sapore gradevole
  • imbacatura, sost. femminile - parte guasta spec. di un frutto
  • imbuZZirsi, verbo intransitivo pronominale - di frutta che marcisce dall'interno
  • incrudolire (incrudolisce), incrudolirsi, verbo transitivo - incrudire, specialmente in riferimento a legumi, provocare un arresto nella cottura per esempio aggiungendo acqua fredda
  • incrudolire, rincrudolirsi, verbo transitivo - far ridiventare duro un cibo, spec. i legumi, ultimandone male la cottura; nella forma intr. pron. di cibo, spec. legumi, che dopo la cottura si indurisca, ridiventando come crudo
  • insìpito, aggettivo - di cibo senza sale
  • invicidire (invìcida), verbo intransitivo - divenire morbido e prendere un sapore acido, detto spec. del pane
  • invietito, invietato, aggettivo - di cibo andato a male
  • leccatura, locuzione è finito tutto in leccature - di un piatto preparato in quantità modesta e risultato molto buono
  • lungarno, locuzione brodo passato dal lungarno - scherz. brodo molto allungato
  • malvagio, marvagio, locuzione un è malvagio / marvagio - detto nell'assaggiare una pietanza che si pensava avesse un gusto peggiore
  • mandare, locuzione mandare a male - provocare il deperimento di un cibo
  • mangiare, locuzione sembra / pare che dica: mangiami, mangiami! - detto di cibo dall’aspetto particolarmente invitante
  • mangiarino, sost. maschile - pietanza speciale, prelibata, preparata con particolare cura e attenzione
  • marcito, sost. maschile - alterazione della pelle provocata da batteri
  • medicina, locuzione non la piglierei / prederei nemmeno per medicina - di alimento che disgusta
  • méttere, locuzione mettere le corna / i riccioli - del riso cotto troppo a lungo
  • micca, sost. femminile - spreg. minestra in brodo divenuta un pastone perché cotta troppo
  • mòrte, locuzione essere la sua morte - di cosa che si accompagna perfettamente con un'altra, in riferimento al cibo o all'abbigliamento
  • mùcido, sost. maschile - grasso lasciato esposto per molto tempo all'aria, spec. nel sintagma puzzo di mucido; l'odore del grasso esposto per molto tempo all'aria; liquame e muffe prodotte dall'imputridimento della carne
  • mùcido, locuzione prendere il mucido, sapere di mucido - della carne dopo qualche giorno di conservazione o del grasso vecchio
  • pane, proverbio pan d'un giorno e vin d'un anno - in riferimento alla migliore condizione del pane e del vino
  • pizzichìno, sost. maschile e aggettivo - agg., di alimento saporito, leggermente piccante; sost., sapore che pizzica, spesso dell'olio nuovo; spesso un certo tipo di formaggio romano
  • pomino, proverbio pan(e) di Prato, vin(o) di Pomino e prosciutto/presciutto del Casentino / e cazzo fiorentino / potta senese e cinci fiorentino - formula godereccia e scherzosa che sottolinea quanto di meglio c'è in Toscana
  • prèndere, locuzione prendere / pigliare di + sost. - prendere il sapore della cosa indicata dal sost., di cibo o bevanda il cui sapore si altera a contatto con l'aria o con altro
  • ràncico, locuzione prendere di / il rancico, sapere di rancico - del burro, di altro grasso animale o di salume irrancidito
  • rincrudinirsi, verbo intransitivo pronominale - di cibo, spec. legumi, che dopo la cottura si indurisca, ridiventando come crudo
  • sapére, locuzione (non) sapere (nemmeno) d'acqua calda - non avere gusto, sapore, anche fig. di persona
  • saporóso, aggettivo - che ha un sapore molto intenso (di sale, spezie ecc.)
  • sbrancicare, brancicare, verbo transitivo - di cibo o stoffa, rovinare a forza di toccare o spezzettare
  • sbròscia, sost. femminile - pietanza insipida, brodaglia
  • scattivare (scattiva), verbo transitivo - togliere la parte non buona, specialmente di frutta, ma anche di carne; togliere la parte consunta o rovinata di un vestito, cercando di riadattarlo
  • schiòcco, locuzione con lo schiocco - di cibo o bevande, buonissimo, gustoso
  • sciapito, aggettivo - che non ha sapore; più rar. senza sale
  • scilibato, scilivato, aggettivo - di cibo insapore, scarso di sale
  • scilióne, aggettivo - viscido, di cibi come certi funghi o le ostriche
  • sciòcco, aggettivo - di cibo, insipido, senza sale
  • scolmatura, scormatura, sost. femminile - strato superficiale di una bevanda o di una pietanza liquida che viene levato via perché il liquido non fuoriesca dal recipiente in cui si trova
  • sugnaccio, sost. maschile - grasso del maiale non adatto agli usi culinari, trasformato in grasso per ungere le scarpe, il cuoio e sim.
  • tirare, locuzione tirare la muffa / l'umido - assorbire l'umidità
  • vièto, aggettivo - di cibo che ha perso freschezza, stantio, irrancidito
  • vièto, locuzione sapere di vieto - avere un sapore stantio
  • vìncido, locuzione prendere / pigliare il vincido - spec. del pane, perdere freschezza e consistenza diventando molle per l'umidità